Aria texts for Handel: Ariodante
Handel: Ariodante
Librettist: Unknown
PERSONAGGI
Ariodante, innamorato di Ginevra (mezzo-soprano)
Ginevra, sua figlia, promessa sposa di Ariodante (soprano)
Il Re di Scozia (basso)
Lurcanio, fratello di Ariodante (tenore)
Dalinda, amica di Ginevra (soprano)
Polinesso, Duca d'Albany(contralto)
Odoardo, un cavaliere e cortigiano (tenore)
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
GINEVRA
Vezzi, lusinghe, e brio
rendano il volto mio
più vago al mio tesor. ____________________________________________________
GINEVRA
Orrida a gl'occhi miei,
quanto, Signor, tu sei
Tesifone non é, nò, non é!
Amor, di noi per gioco
il core a te di foco
di gello fece a me. ____________________________________________________
DALINDA
Apri le luci, e mira
gli ascosi altrui martiri:
v'é chi per te sospira,
e non l'intendi ancor.
E in tacita favella
col fumo de' sospiri,
ti scopre, oh Dei! la bella
fiamma che le arde il sen. ____________________________________________________
POLINESSO
Coperta la frode
di lana servile
si fugge, e detesta,
e inganno s'appella.
Si chiama con lode
prudenza virile
s'avvien che si vesta
di spoglia più bella. ____________________________________________________
ARIODANTE (Arioso)
Quì d'amor nel suo linguaggio
parla il rio, l'erbetta, e'l faggio
al mio core innamorato. ____________________________________________________
GINEVRA e ARIODANTE (Duetto)
Ginevra:
Prendi, prendi da questa mano
il pegno di mia fé!
Ariodante:
Prendo, prendo da questa mano
il premio di mia fé!
A Due:
Del Fato più inumano
il barbaro rigore,
mai così bell'ardore
estinguer possa in me. ____________________________________________________
GINEVRA
Volate, amori,
di due bei cori
la gioia immensa a celebrar!
Il gaudio é tanto,
che come é quanto
dir non saprei debba esultar. ____________________________________________________
RÈ
Voli colla sua tromba
la fama in tutto il mondo
le gioie a publicar!
Il Ciel lieto rimbomba,
che giorno più giocondo
sorte non può mandar. ____________________________________________________
ARIODANTE
Con l'ali di costanza
alzo il suo volo amor,
fà trionfar nel cor,
fede e speranza.
Non devo più temere
di sorte il rio tenor,
ma col mio bel tesor,
sempre godere. ____________________________________________________
POLINESSO
Spero per voi, sì, si
begli occhi in questo dì
sanar mie piaghe.
E a voi sacrar vogl'io
gli affetti del cor mio,
pupille vaghe! ____________________________________________________
LURCANIO
Del mio sol vezzosi rai
v'ascondete ora da me;
mà perchè?
Senza voi viver non sò, nò.
Quell'ardor che da voi scese,
che m'accese, e m'arde ancora,
e arderà per sin ch'io mora
quei la vita al cor donò. ____________________________________________________
DALINDA
Il primo ardor
È così caro a questo cor,
ch'estinguerlo non vuol
quest'alma amante.
Io son fedel,
nÈ mai crudel,
e sempre a lui sarà
il cor costante. ____________________________________________________
GINEVRA & ARIODANTE (A due)
Ginevra & Ariodante
Se rinasce nel mio cor,
bella gioja, bella speme,
la produce un fido amor.
Chi non sà costante amar,
vero gaudio, vero bene
non isperi di trovar.
Coro con Ginevra & Ariodante
Si godete al vostro amor,
alme belle, fidi amanti,
questo fà beato il cor.
Cerchi ogn'uno d'imitar
la costanza, la speranza
che vi fa lieti esultar. ____________________________________________________ ACT II
ARIODANTE
Tu preparati a morire,
se mentire ti vedrò!
Se la bella m'ha ingannato,
disperato io morirò. ____________________________________________________
LURCANIO
Tu vivi, e punito
rimanga l'eccesso
d'amore tradito, d'offesa onestà.
Che il volger crudele,
il ferro in se stesso,
per donnaa infedele, è troppa viltà. ____________________________________________________
ARIODANTE
Scherza infida
in grembo al drudo,
io tradito a morte in braccio
per tua colpa ora men vo.
Ma a spezzar l'indegno laccio,
ombra mesta, e spirto ignudo,
per tua pena io tornerò. ____________________________________________________
DALINDA (Arioso)
Se tanto piace al cor
il volto tuo Signor
quando disprezzi,
al cor quanto sarà
cara la tua beltà,
quando accarezzi. ____________________________________________________
POLINESSO
Se l'inganno sortisce felice
io detesto per sempre virtù.
Chi non vuoi se non quello che lice,
vive sempre infelice quaggiù. ____________________________________________________
RÈ
Invida sorte avara,
misero! in questo di,
nel prence mi rapì
parte del core.
Or nella figlia cara
del cor l'altra metà,
oh Dei! mi rapirà
forse il dolore.
RÈ (Versione alternativa)
Più contento e più felice,
regno al mondo il sol cadente
dall'occaso non mirò;
Nè più afflitto e più infelice,
mai di questo il sol nascente
regno al mondo ritrovò. ____________________________________________________
GINEVRA
Mi palpita il core
nè intendo perchè.
È gioia? o dolore?
Chi sa? che cos'è? ____________________________________________________
LURCANIO
Il tuo sangue, ed il tuo zelo,
per la figlia, e per Astrea
gran contrasto or fanno in te.
Ma tu mostra al mondo, al cielo,
ch'in punir la figlia rea
non sei padre, essendo Rè. ____________________________________________________
GINEVRA
Il mio crudel martoro
crescer non può di più;
morte, dove sei tu,
che ancor non moro?
Vieni, de' mali miei,
no, che il peggior non sei,
ma sei ristoro. ____________________________________________________ ACT III
ARIODANTE (Arioso)
Numi! lasciarmi vivere
per darmi mille morti,
egrave; questa la pietà? ____________________________________________________
ARIODANTE
Cieca notte, infidi sguardi,
spoglie infauste, insano core,
voi tradiste una gran fè.
Rio sospetto, occhi buggiardi,
empio amico e traditore,
ogni ben rapisti a me! ____________________________________________________
DALINDA
Neghittosi or voi che fate?
Fulminate, Cieli,
omai sul capo all'empio!
Fate scempio dell'ingrato,
del crudel che m'ha tradita,
impunita, l'empietà riderà
nel veder poi fulminato
qualche scoglio o qualche tempio. ____________________________________________________
POLINESSO
Dover, giustizia, amor
m'accendono nel cor
desio di gloria.
Se a brame così belle
arridono le stelle,
abbiam vittoria. ____________________________________________________
GINEVRA
Io ti bacio, o mano augusta,
dolce a me, benchè severa!
Mi sei cara, ancor che ingiusta;
sei del padre, ancor che fiera. ____________________________________________________
RÈ
Al sen ti stringo e parto,
Ma ferma il core in me
Moto contrario al pie,
Mia figlia, addio!
Ti lascio, oh Dio! non sò,
Se più ti rivedrò,
Cor del cor mio. ____________________________________________________
GINEVRA
Sì, morrò; ma l'onor mio meco, oh! Dio!
Morir dovrà? Giusto Ciel, deh, pietà
del reggio onor! ____________________________________________________
ARIODANTE
Dopo notte, atra e funesta,
splende in Ciel più vago il sole,
e di gioia empie la terra.
Mentre in orrida tempesta
il mio legno è quasi assorto,
giunge in porto, e'l lido afferra. ____________________________________________________
DALINDA e LURCANIO (Duetto)
Lurcanio:
Dite spera, e son contento,
dolci labbra del mio ben!
Dalinda:
Spera io già mi pento,
novo ardor m'accende il sen.
Lurcanio:
Dunque amasti? oh Dio, che sento!
Ed amasti?
Dalinda:
- un traditor!
Lurcanio:
Ami ancor?
Dalinda:
Io già mi pento,
che si male amai sin'or.
Lurcanio:
Dite spera... ____________________________________________________
GINEVRA (Arioso)
Manca, oh Dei! la mia costanza,
mentre ha fine il mio dolor!
Nè mi resta la speranza di morir... ____________________________________________________
ARIODANTE e GINEVRA (Duetto)
Ariodante:
Bramo aver mille vite,
per consacrarle a te.
Ginevra:
Bramo aver mille cori,
per consacrarli a te.
A Due:
Ma in questo che ti dono,
più ch'in mille, vi sono
amor, costanza e fè.
Ariodante:
Bramo aver ____________________________________________________ End of Opera
Ariodante, innamorato di Ginevra (mezzo-soprano)
Ginevra, sua figlia, promessa sposa di Ariodante (soprano)
Il Re di Scozia (basso)
Lurcanio, fratello di Ariodante (tenore)
Dalinda, amica di Ginevra (soprano)
Polinesso, Duca d'Albany(contralto)
Odoardo, un cavaliere e cortigiano (tenore)
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
GINEVRA
Vezzi, lusinghe, e brio
rendano il volto mio
più vago al mio tesor. ____________________________________________________
GINEVRA
Orrida a gl'occhi miei,
quanto, Signor, tu sei
Tesifone non é, nò, non é!
Amor, di noi per gioco
il core a te di foco
di gello fece a me. ____________________________________________________
DALINDA
Apri le luci, e mira
gli ascosi altrui martiri:
v'é chi per te sospira,
e non l'intendi ancor.
E in tacita favella
col fumo de' sospiri,
ti scopre, oh Dei! la bella
fiamma che le arde il sen. ____________________________________________________
POLINESSO
Coperta la frode
di lana servile
si fugge, e detesta,
e inganno s'appella.
Si chiama con lode
prudenza virile
s'avvien che si vesta
di spoglia più bella. ____________________________________________________
ARIODANTE (Arioso)
Quì d'amor nel suo linguaggio
parla il rio, l'erbetta, e'l faggio
al mio core innamorato. ____________________________________________________
GINEVRA e ARIODANTE (Duetto)
Ginevra:
Prendi, prendi da questa mano
il pegno di mia fé!
Ariodante:
Prendo, prendo da questa mano
il premio di mia fé!
A Due:
Del Fato più inumano
il barbaro rigore,
mai così bell'ardore
estinguer possa in me. ____________________________________________________
GINEVRA
Volate, amori,
di due bei cori
la gioia immensa a celebrar!
Il gaudio é tanto,
che come é quanto
dir non saprei debba esultar. ____________________________________________________
RÈ
Voli colla sua tromba
la fama in tutto il mondo
le gioie a publicar!
Il Ciel lieto rimbomba,
che giorno più giocondo
sorte non può mandar. ____________________________________________________
ARIODANTE
Con l'ali di costanza
alzo il suo volo amor,
fà trionfar nel cor,
fede e speranza.
Non devo più temere
di sorte il rio tenor,
ma col mio bel tesor,
sempre godere. ____________________________________________________
POLINESSO
Spero per voi, sì, si
begli occhi in questo dì
sanar mie piaghe.
E a voi sacrar vogl'io
gli affetti del cor mio,
pupille vaghe! ____________________________________________________
LURCANIO
Del mio sol vezzosi rai
v'ascondete ora da me;
mà perchè?
Senza voi viver non sò, nò.
Quell'ardor che da voi scese,
che m'accese, e m'arde ancora,
e arderà per sin ch'io mora
quei la vita al cor donò. ____________________________________________________
DALINDA
Il primo ardor
È così caro a questo cor,
ch'estinguerlo non vuol
quest'alma amante.
Io son fedel,
nÈ mai crudel,
e sempre a lui sarà
il cor costante. ____________________________________________________
GINEVRA & ARIODANTE (A due)
Ginevra & Ariodante
Se rinasce nel mio cor,
bella gioja, bella speme,
la produce un fido amor.
Chi non sà costante amar,
vero gaudio, vero bene
non isperi di trovar.
Coro con Ginevra & Ariodante
Si godete al vostro amor,
alme belle, fidi amanti,
questo fà beato il cor.
Cerchi ogn'uno d'imitar
la costanza, la speranza
che vi fa lieti esultar. ____________________________________________________ ACT II
ARIODANTE
Tu preparati a morire,
se mentire ti vedrò!
Se la bella m'ha ingannato,
disperato io morirò. ____________________________________________________
LURCANIO
Tu vivi, e punito
rimanga l'eccesso
d'amore tradito, d'offesa onestà.
Che il volger crudele,
il ferro in se stesso,
per donnaa infedele, è troppa viltà. ____________________________________________________
ARIODANTE
Scherza infida
in grembo al drudo,
io tradito a morte in braccio
per tua colpa ora men vo.
Ma a spezzar l'indegno laccio,
ombra mesta, e spirto ignudo,
per tua pena io tornerò. ____________________________________________________
DALINDA (Arioso)
Se tanto piace al cor
il volto tuo Signor
quando disprezzi,
al cor quanto sarà
cara la tua beltà,
quando accarezzi. ____________________________________________________
POLINESSO
Se l'inganno sortisce felice
io detesto per sempre virtù.
Chi non vuoi se non quello che lice,
vive sempre infelice quaggiù. ____________________________________________________
RÈ
Invida sorte avara,
misero! in questo di,
nel prence mi rapì
parte del core.
Or nella figlia cara
del cor l'altra metà,
oh Dei! mi rapirà
forse il dolore.
RÈ (Versione alternativa)
Più contento e più felice,
regno al mondo il sol cadente
dall'occaso non mirò;
Nè più afflitto e più infelice,
mai di questo il sol nascente
regno al mondo ritrovò. ____________________________________________________
GINEVRA
Mi palpita il core
nè intendo perchè.
È gioia? o dolore?
Chi sa? che cos'è? ____________________________________________________
LURCANIO
Il tuo sangue, ed il tuo zelo,
per la figlia, e per Astrea
gran contrasto or fanno in te.
Ma tu mostra al mondo, al cielo,
ch'in punir la figlia rea
non sei padre, essendo Rè. ____________________________________________________
GINEVRA
Il mio crudel martoro
crescer non può di più;
morte, dove sei tu,
che ancor non moro?
Vieni, de' mali miei,
no, che il peggior non sei,
ma sei ristoro. ____________________________________________________ ACT III
ARIODANTE (Arioso)
Numi! lasciarmi vivere
per darmi mille morti,
egrave; questa la pietà? ____________________________________________________
ARIODANTE
Cieca notte, infidi sguardi,
spoglie infauste, insano core,
voi tradiste una gran fè.
Rio sospetto, occhi buggiardi,
empio amico e traditore,
ogni ben rapisti a me! ____________________________________________________
DALINDA
Neghittosi or voi che fate?
Fulminate, Cieli,
omai sul capo all'empio!
Fate scempio dell'ingrato,
del crudel che m'ha tradita,
impunita, l'empietà riderà
nel veder poi fulminato
qualche scoglio o qualche tempio. ____________________________________________________
POLINESSO
Dover, giustizia, amor
m'accendono nel cor
desio di gloria.
Se a brame così belle
arridono le stelle,
abbiam vittoria. ____________________________________________________
GINEVRA
Io ti bacio, o mano augusta,
dolce a me, benchè severa!
Mi sei cara, ancor che ingiusta;
sei del padre, ancor che fiera. ____________________________________________________
RÈ
Al sen ti stringo e parto,
Ma ferma il core in me
Moto contrario al pie,
Mia figlia, addio!
Ti lascio, oh Dio! non sò,
Se più ti rivedrò,
Cor del cor mio. ____________________________________________________
GINEVRA
Sì, morrò; ma l'onor mio meco, oh! Dio!
Morir dovrà? Giusto Ciel, deh, pietà
del reggio onor! ____________________________________________________
ARIODANTE
Dopo notte, atra e funesta,
splende in Ciel più vago il sole,
e di gioia empie la terra.
Mentre in orrida tempesta
il mio legno è quasi assorto,
giunge in porto, e'l lido afferra. ____________________________________________________
DALINDA e LURCANIO (Duetto)
Lurcanio:
Dite spera, e son contento,
dolci labbra del mio ben!
Dalinda:
Spera io già mi pento,
novo ardor m'accende il sen.
Lurcanio:
Dunque amasti? oh Dio, che sento!
Ed amasti?
Dalinda:
- un traditor!
Lurcanio:
Ami ancor?
Dalinda:
Io già mi pento,
che si male amai sin'or.
Lurcanio:
Dite spera... ____________________________________________________
GINEVRA (Arioso)
Manca, oh Dei! la mia costanza,
mentre ha fine il mio dolor!
Nè mi resta la speranza di morir... ____________________________________________________
ARIODANTE e GINEVRA (Duetto)
Ariodante:
Bramo aver mille vite,
per consacrarle a te.
Ginevra:
Bramo aver mille cori,
per consacrarli a te.
A Due:
Ma in questo che ti dono,
più ch'in mille, vi sono
amor, costanza e fè.
Ariodante:
Bramo aver ____________________________________________________ End of Opera