Aria texts for Handel: Rodelinda
Handel: Rodelinda
Librettist: Nicola Francesco Haym
PERSONAGGI
Rodelinda, regina de' Longobardi (soprano)
Bertarido, re dei Longobardi (contralto)
Grimoaldo, usurpatore del trono di Bertarido e duca di Benevento (tenore)
Garibaldo, consigliere di Grimoaldo e duca di Torino (basso)
Eduige, sorella di Bertarido (contralto)
Unulfo, amico e confidente di Bertarido (contralto)
Flavio, figlio di Rodelinda e Bertarido (mezzo soprano)
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
RODELINDA
Ho perduto il caro sposo,
e qui sola alle sventure
vie più cresce il mio penar. ____________________________________________________
RODELINDA
L'empio rigor del fato
vile non potrà farmi,
se misera mi fé.
E tu, crudo tiranno,
in van tenti placarmi,
se m'hai legato il piè. ____________________________________________________
GRIMOALDO
Io già t'amai, ritrosa,
sdegnasti esser mia sposa
sempre dicesti no.
Or ch'io son re, non voglio
compagna nel mio soglio,
aver chi mi sprezzò. ____________________________________________________
EDUIGE
Lo farò, dirò spietato,
porta altrove un cor
sì ingrato
sì spergiuro e traditor.
Ed a te rivolta poi
ti dirò su gli occhi suoi:
tu sei'l core del mio cor. ____________________________________________________
GARIBALDO
Di Cupido impiego i vanni
per salire al regal soglio,
mentre ei solo alletta il cor.
Copro amor d'ascosti inganni
perché a me sarebbe scoglio
ogni affetto adulator. ____________________________________________________
BERTARIDO
Dove sei, amato bene?
Vieni, l'alma a consolar!
Sono oppresso da' tormenti
ed i crudeli miei lamenti
sol con te posso bear. ____________________________________________________
RODELINDA
Ombre, piante, urne funeste!
voi sareste
le delizie del mio sen.
Se trovassi in voi raccolto,
come il volto
anco il cener del mio ben. ____________________________________________________
RODELINDA
Morrai sì, l'empia tua testa
già m'appresta
un gradin per gire il trono.
Che del mio sposo novello,
né più bel dono
so bramar.
____________________________________________________
GRIMOALDO
Se per te giungo a godere,
puoi temer
di chi? di che?
Io d'Astrea do moto al brando,
io commando,
io son re.
____________________________________________________
UNULFO
Sono i colpi della sorte
per un alma invitta e forte
aspri, si, ma non mortali.
Ma se poi gli avventa amore,
quanto è più nobile il core,
più le piaghe son fatali. ____________________________________________________
BERTARIDO
Confusa si miri
l'infida consorte,
che in faccia di morte
così mi deride.
Con finti sospiri
e s'agita, e s'ange,
e morto mi piange,
e vivo m'uccide. ____________________________________________________ ACT II
EDUIGE
De' miei scherni per far vendette
il mio amore in furor cangerò.
Ed accesi gli sguardi in saette
fiero scempio dell'empio farò. ____________________________________________________
RODELINDA
Spietati, io vi giurai,
se al mio figlio il cor donai
di serbarvi e duolo e affanno.
Non potrebbe la mia mano
stringer mai quel'inumano
ch'è cagion d'ogni mio danno. ____________________________________________________
GRIMOALDO
Prigioniera ho l'alma in pena,
ma si bella è la catena,
che non cerca libertà.
Mesto, infermo, il cor se n' giace,
ma il suo mal così gli piace,
che bramar pace non sa. ____________________________________________________
GARIBALDO
Tirannia gli diede il regno,
gliel conservi crudeltà.
Del regnar base e sostegno
è il rigor, non la pietà. ____________________________________________________
UNULFO
Fra tempeste funeste a quest'alma
foriera di calma già spunta una stella.
E disgombra ogn'ombra di pene
la fé del suo bene, che splende più bella. ____________________________________________________
BERTARIDO (Aria e Recitativo)
Con rauco mormorio
piangono al pianto mio ruscelli e fonti.
E in tronchi e mesti accenti
fann'eco a miei lamenti; e gli antri e monti. ____________________________________________________
BERTARIDO
Scacciata dal suo nido
se n' vola in altro lido,
né sparge mai querelle, la rondinella.
Del fato non si lagna,
se ha seco la compagna
chi gli è sempre fedele, e sempre è bella. ____________________________________________________
RODELINDA
Ritorna oh caro e dolce mio tesoro,
a dar conforto e speme a questo cor!
Tu renderai al seno mio la calma,
se refrigerio sei d'ogni dolor. ____________________________________________________
GRIMOALDO
(a Rodelinda)
Tuo drudo è mio rivale,
tuo sposo è mio nemico, e morte avrà.
((a Bertarido)
L'amplesso tuo fatale,
legittimo o impudico, or reo ti fa. ____________________________________________________
RODELINDA, BERTARIDO (Duetto)
Io t'abbraccio,
e più che morte, aspro e forte,
è pe 'l cor mio questo addio,
che il tuo sen dal mio divide.
Ah mia vita,
ah mio tesoro, se non moro,
è più tiranno quell'affanno,
che dà morte, e non uccide. ____________________________________________________ ACT III
UNULFO
Un zeffiro spirò
che serenò quest'alma,
e calma vi portò.
S'io salvo il mio il mio signore
altro non brama il core,
e pace allor avrò. ____________________________________________________
EDUIGE
Quanto più fiera tempesta freme,
tanto più speme
prendendo io vo.
Già lusinghiera, per mio conforto,
dice che in porto
io giungerò. ____________________________________________________
GRIMOALDO
Tra sospetti, affetti, e timori
sento il seno ripieno d'affanni.
Or mi rendo, or m'accendo in furori
or mi pento, or pavento d'inganni. ____________________________________________________
BERTARIDO (Arioso)
Chi di voi fu più infedele,
cieco amor, sorte crudele?
Chi di voi più m'ingannò?
Mi scacciò spietata sorte
pria dal soglio, e alle ritorte,
crudo amor, poi mi guidò. ____________________________________________________
RODELINDA
Se 'l mio duol non è si forte,
chi trafigge, oh dio!
Chi svena per pietà questo mio cor?
Ah! Che un duol peggior di morte
involare a un sen
che pena, e pietà, non è rigor. ____________________________________________________
BERTARIDO
Se fiera belva ha cinto
fra le catene il piede
col fremito richiede
la tolta libertà.
Ma poi da lacci sciolta
in fuga ognun rivolta
che, offesa, tosto apprende
a non usar pietà. ____________________________________________________
GRIMOALDO
Pastorello d'un povero armento
pur dorme contento,
sotto l'ombra d'un faggio o d'alloro.
Io, d'un regno monarca fastoso,
non trovo riposo,
sotto l'ombra di porpora e d'oro. ____________________________________________________
BERTARIDO
Vivi tiranno!
Io t'ho scampato,
svenami, ingrato,
sfoga il furor.
Volli salvarti
sol per mostrarti
ch'ho di mia sorte
pił grande cor. ____________________________________________________
RODELINDA
Mio caro bene!
Non ho più affanni
e pene al cor.
Vedendoti contento,
nel seno mio già sento,
che sol vi alberga amor. ____________________________________________________
CORO (tutti senza Garibaldo)
Dopo la notte oscura
più lucido, più chiaro,
più amabile, più caro
ne spunta il sol quaggiù.
Tal dopo ria sventura,
figlio d'un bel soffrire,
più stabile gioire
nasce dalla virtù. ____________________________________________________ End of Opera
Rodelinda, regina de' Longobardi (soprano)
Bertarido, re dei Longobardi (contralto)
Grimoaldo, usurpatore del trono di Bertarido e duca di Benevento (tenore)
Garibaldo, consigliere di Grimoaldo e duca di Torino (basso)
Eduige, sorella di Bertarido (contralto)
Unulfo, amico e confidente di Bertarido (contralto)
Flavio, figlio di Rodelinda e Bertarido (mezzo soprano)
Aria texts ____________________________________________________ ACT I
RODELINDA
Ho perduto il caro sposo,
e qui sola alle sventure
vie più cresce il mio penar. ____________________________________________________
RODELINDA
L'empio rigor del fato
vile non potrà farmi,
se misera mi fé.
E tu, crudo tiranno,
in van tenti placarmi,
se m'hai legato il piè. ____________________________________________________
GRIMOALDO
Io già t'amai, ritrosa,
sdegnasti esser mia sposa
sempre dicesti no.
Or ch'io son re, non voglio
compagna nel mio soglio,
aver chi mi sprezzò. ____________________________________________________
EDUIGE
Lo farò, dirò spietato,
porta altrove un cor
sì ingrato
sì spergiuro e traditor.
Ed a te rivolta poi
ti dirò su gli occhi suoi:
tu sei'l core del mio cor. ____________________________________________________
GARIBALDO
Di Cupido impiego i vanni
per salire al regal soglio,
mentre ei solo alletta il cor.
Copro amor d'ascosti inganni
perché a me sarebbe scoglio
ogni affetto adulator. ____________________________________________________
BERTARIDO
Dove sei, amato bene?
Vieni, l'alma a consolar!
Sono oppresso da' tormenti
ed i crudeli miei lamenti
sol con te posso bear. ____________________________________________________
RODELINDA
Ombre, piante, urne funeste!
voi sareste
le delizie del mio sen.
Se trovassi in voi raccolto,
come il volto
anco il cener del mio ben. ____________________________________________________
RODELINDA
Morrai sì, l'empia tua testa
già m'appresta
un gradin per gire il trono.
Che del mio sposo novello,
né più bel dono
so bramar.
____________________________________________________
GRIMOALDO
Se per te giungo a godere,
puoi temer
di chi? di che?
Io d'Astrea do moto al brando,
io commando,
io son re.
____________________________________________________
UNULFO
Sono i colpi della sorte
per un alma invitta e forte
aspri, si, ma non mortali.
Ma se poi gli avventa amore,
quanto è più nobile il core,
più le piaghe son fatali. ____________________________________________________
BERTARIDO
Confusa si miri
l'infida consorte,
che in faccia di morte
così mi deride.
Con finti sospiri
e s'agita, e s'ange,
e morto mi piange,
e vivo m'uccide. ____________________________________________________ ACT II
EDUIGE
De' miei scherni per far vendette
il mio amore in furor cangerò.
Ed accesi gli sguardi in saette
fiero scempio dell'empio farò. ____________________________________________________
RODELINDA
Spietati, io vi giurai,
se al mio figlio il cor donai
di serbarvi e duolo e affanno.
Non potrebbe la mia mano
stringer mai quel'inumano
ch'è cagion d'ogni mio danno. ____________________________________________________
GRIMOALDO
Prigioniera ho l'alma in pena,
ma si bella è la catena,
che non cerca libertà.
Mesto, infermo, il cor se n' giace,
ma il suo mal così gli piace,
che bramar pace non sa. ____________________________________________________
GARIBALDO
Tirannia gli diede il regno,
gliel conservi crudeltà.
Del regnar base e sostegno
è il rigor, non la pietà. ____________________________________________________
UNULFO
Fra tempeste funeste a quest'alma
foriera di calma già spunta una stella.
E disgombra ogn'ombra di pene
la fé del suo bene, che splende più bella. ____________________________________________________
BERTARIDO (Aria e Recitativo)
Con rauco mormorio
piangono al pianto mio ruscelli e fonti.
E in tronchi e mesti accenti
fann'eco a miei lamenti; e gli antri e monti. ____________________________________________________
BERTARIDO
Scacciata dal suo nido
se n' vola in altro lido,
né sparge mai querelle, la rondinella.
Del fato non si lagna,
se ha seco la compagna
chi gli è sempre fedele, e sempre è bella. ____________________________________________________
RODELINDA
Ritorna oh caro e dolce mio tesoro,
a dar conforto e speme a questo cor!
Tu renderai al seno mio la calma,
se refrigerio sei d'ogni dolor. ____________________________________________________
GRIMOALDO
(a Rodelinda)
Tuo drudo è mio rivale,
tuo sposo è mio nemico, e morte avrà.
((a Bertarido)
L'amplesso tuo fatale,
legittimo o impudico, or reo ti fa. ____________________________________________________
RODELINDA, BERTARIDO (Duetto)
Io t'abbraccio,
e più che morte, aspro e forte,
è pe 'l cor mio questo addio,
che il tuo sen dal mio divide.
Ah mia vita,
ah mio tesoro, se non moro,
è più tiranno quell'affanno,
che dà morte, e non uccide. ____________________________________________________ ACT III
UNULFO
Un zeffiro spirò
che serenò quest'alma,
e calma vi portò.
S'io salvo il mio il mio signore
altro non brama il core,
e pace allor avrò. ____________________________________________________
EDUIGE
Quanto più fiera tempesta freme,
tanto più speme
prendendo io vo.
Già lusinghiera, per mio conforto,
dice che in porto
io giungerò. ____________________________________________________
GRIMOALDO
Tra sospetti, affetti, e timori
sento il seno ripieno d'affanni.
Or mi rendo, or m'accendo in furori
or mi pento, or pavento d'inganni. ____________________________________________________
BERTARIDO (Arioso)
Chi di voi fu più infedele,
cieco amor, sorte crudele?
Chi di voi più m'ingannò?
Mi scacciò spietata sorte
pria dal soglio, e alle ritorte,
crudo amor, poi mi guidò. ____________________________________________________
RODELINDA
Se 'l mio duol non è si forte,
chi trafigge, oh dio!
Chi svena per pietà questo mio cor?
Ah! Che un duol peggior di morte
involare a un sen
che pena, e pietà, non è rigor. ____________________________________________________
BERTARIDO
Se fiera belva ha cinto
fra le catene il piede
col fremito richiede
la tolta libertà.
Ma poi da lacci sciolta
in fuga ognun rivolta
che, offesa, tosto apprende
a non usar pietà. ____________________________________________________
GRIMOALDO
Pastorello d'un povero armento
pur dorme contento,
sotto l'ombra d'un faggio o d'alloro.
Io, d'un regno monarca fastoso,
non trovo riposo,
sotto l'ombra di porpora e d'oro. ____________________________________________________
BERTARIDO
Vivi tiranno!
Io t'ho scampato,
svenami, ingrato,
sfoga il furor.
Volli salvarti
sol per mostrarti
ch'ho di mia sorte
pił grande cor. ____________________________________________________
RODELINDA
Mio caro bene!
Non ho più affanni
e pene al cor.
Vedendoti contento,
nel seno mio già sento,
che sol vi alberga amor. ____________________________________________________
CORO (tutti senza Garibaldo)
Dopo la notte oscura
più lucido, più chiaro,
più amabile, più caro
ne spunta il sol quaggiù.
Tal dopo ria sventura,
figlio d'un bel soffrire,
più stabile gioire
nasce dalla virtù. ____________________________________________________ End of Opera